Formaggio e Weltanschauung. C’è un nesso?

Da quando un tale ha detto che è possibile paragonare le cose piccole con le grandi, si può accostare davvero di tutto, o quasi tutto.

vergiliusQuel tale era Virgilio (Publio Marone, quello dell’Eneide, non il motore di ricerca). Lui aveva accostato il lavorio incessante delle piccole api con le gigantesche imprese metallurgiche dei Ciclopi. Da quella volta, il verso (Georgiche, IV, 176 sia detto per i curiosi) è diventato una premessa giustificativa per svincolare ogni tipo di paragone.

Su Facebook c’è addirittura una pagina sui paragoni azzardati, ma in questo caso le proporzioni sono mantenute. E quando i rapporti sono rispettati, il paragone non sviluppa implicazioni – come dire – filosofiche o esistenziali. È come se non avesse abbastanza energia.

Per esempio “compromissione” ed esami del sangue di Lapo Elkann, oppure”ingombro” e pancia di Bobo Vieri. Sono paragoni che fanno solo sorridere (forse) ma non sviluppano conoscenza sulla realtà.

Invece un bel paragone sproporzionato, di quelli tra un essere piccolo come un’ape e uno grande come un Ciclope, svela il mistero della natura e della vita, scopre i rapporti segreti tra le cose e ci fa vedere particolari e somiglianze inedite che approfondiscono il nostro senso della realtà e della vita.

formaggio_formaE quindi, un paragone tra una cosa piccola e una cosa grande, diventa una guida per scoprire caratteristiche inedite di realtà che credevamo di conoscere in profondità (ma invece ci fermavamo alla superficie). Un paragone di questo genere, un paragone euristico,  è quello tra formaggio (la cosa piccola) e la Weltanschauung (la cosa grande) vale a dire la posizione dell’essere umano entro una determinata concezione del mondo e della vita.

Non voglio, qui, esaurire tutte le implicazioni che una determinata qualità di formaggio può liberare sulla concezione del mondo, ma soltanto indicare una direzione, una linea guida, che poi ognuno sarà libero di seguire oppure no, giocando con le relazioni e i rapporti consequenziali che ne discendono.

Ovvero: la differenza di produzione di formaggio può essere messa in relazione con la differenza di visione del mondo e della vita?

formaggio_casaroIl formaggio si chiama formaggio perché deriva dal basso latino formaticum che deriva da formare che vuol dire dare forma alla materia, che deriva dal sanscrito DHAR che vuol dire tenere, sostenere, contenere, un po’ come il demiurgo, il creatore della materia cosmica che dà forma alle cose, le sostiene e le contiene. Insomma, formaggio come effetto e conseguenza della creazione, come lo conosciamo noi occidentali, europei, greco romani con la nostra Weltanschauung articolata su Gorgonzola, Puzzone di Moena, Pecorino, Caciocavallo e via discorrendo.

formaggio_kraft-easy-cheese_ritAllora, mi domando, si parva licet componere magnis, se siano compatibili visioni della vita che hanno da una parte il formaggio fatto e formato alla maniera classica che risale al III millennio a.C. e pressappoco immutata (si veda formaggio.it) e una civiltà che ha inventato, prodotto e diffuso l’aerosol cheese o lo spray cheese?

formaggio_cheeseMa non vado oltre. Ognuno può trarre tutte le conclusioni che la semplice e piccola differenza tra formaggi può implicare a un livello più alto, di visione del cosmo, di concezione della vita, di sistemi di valori entro cui è collocato l’essere umano. Praticamente è la solita, vecchia dialettica aristotelica tra forma(ggio) e materia.

don Rodrigo

Buon appetito dal Vs. aff .mo don Rodrigo

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