Vada per Gino Strada. Ma Pericle era un figlio di buona donna

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Liberi e uguali di Pietro Grasso

Con liberi e uguali è andata bene a Pietro Grasso.

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Liberi e uguali di Gino Strada

Contro chi diceva che lo slogan non era originale, che l’aveva copiato da Emergency e che la nuova formazione nasceva sotto il segno del plagio – o almeno della mancanza di fantasia – s’è scatenata una tempesta di rimproveri per essere ipercritici, pignoli, severi, intolleranti e fiscali.

Gino Strada medesimo ha dato il suo placet.

Nessun plagio, parole di tutti” ha detto il fondatore della ong che ha ispirato il titolo alla nuova sinistra. E così sia!

In effetti, le cose non stanno diversamente! E non è solo che le parole siano di tutti. Il fatto è che di parole non ce ne sono più. Sono state usate tutte e ormai è difficile inventarsene di nuove.

È andata per petaloso, e anche lì non siamo proprio sicuri che si tratti di autentica invenzione. La Crusca è in agguato e ci sorveglia.

Democrazia, uguaglianza, solidarietà, popolo, alleanza, libertà, sinistra, destra, centro, fratelli, sorelle, margherita, olivo, quercia… Più di tanto non si può fare. Oltre non si può andare se non tra i neologismi.

E se è andata bene con liberi e uguali, ancora meglio con la formula magica PER MOLTI NON PER I POCHI. Chi ne potrebbe rivendicare la paternità non è più tra noi.

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per i molti…

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for the many…

                                                                                             E qua non è questione di ong, di Gino Strada o di Crusca. La formula è più antica, liberamente ispirata,  certamente, ma non al di sopra di ogni sospetto.

Siamo ad Atene nel V secolo avanti Cristo, all’inizio della guerra del Peloponneso ed è il compianto Pericle che parla. Le parole non sono esattamente quelle che inalbera Grasso nel suo slogan, ma il concetto è (quasi) lo stesso: è nella democrazia che si vuole andare a parare.

…essa è chiamata democrazia, poiché è amministrata non già per il bene di poche persone, bensì di una cerchia più vasta…” dice Pericle. (Tucidide, Storie, II, 37)

rutelli_ritA parte il fatto che la democrazia ateniese era una democrazia particolare, approssimata e imperfetta, l’importante è il senso. Bellissimo il discorso di Pericle. Tanto bello che in molti lo citano o vi si sono ispirati: prima di Grasso, oltre al poeta Shelley, almeno Rutelli (che sfuma con tanti anziché molti) e Corbin.

Non c’è niente da fare. Per i tanti non per i pochi è uno slogan che impatta. Però dipende da chi lo dice. E quando lo dice.

Infatti Pericle era un politico anche lui. E, in quanto tale, non era al di sopra di ogni sospetto. Ottimo parlatore, bello, accorto. Democratico in politica interna, era un imperialista all’estero. Qualcuno lo sospettò di volersi conquistare la fiducia dei cittadini a ogni costo. Ricco e aristocratico, usò il favore del popolo per fare carriera. Demagogo populista? Può darsi.

Sicuramente un figlio di buona donna (parola di Umberto Eco) nel senso machiavellico del termine.

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Pietro Grasso le sa queste cose?

Accostarsi a Gino Strada va bene. Ma a Pericle… non sarà un tantino rischioso?

Roberto Calogiuri

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