Il postulato di Odifreddi e la sodomia bon-ton

ecoCome già da tempo si sa, il mondo virtuale è invaso da legioni di imbecilli (Teorema di Umberto Eco) mentre il mondo reale è abitato in Italia – per il 90% – da stupidi (Postulato di Odifreddi). Niente male per una fotografia dell’attuale società.

Quindi, se il 90% degli italiani consiste di persone stupide, ci dev’essere un 10% che è – o si crede – intelligente. Questo 10% non si sa bene dove sia collocato.

In ogni caso, non è tanto importante qui cercare di capire se gli asserti precedenti siano veri o falsi. L’esperienza quotidiana di ciascuno di noi parla chiaro. Però è importante sapere in quanti siano a crederlo.  Ovvero: quanti sono convinti che le persone – in internet o per la strada – siano stupide o imbecilli? E dove stanno?

A giudicare dalla fonte e dalla provenienza degli asserti, si direbbe che gli intelligenti stiano nelle università.

Ma coloro che credono che tutti gli altri siano stupidi formano non solo la compagine dell’accademia ma anche i ranghi della pubblicistica e di quella che tuttora è chiamata pomposamente informazione. E devono essere molti.

Altrimenti non si capisce come, da qualche anno a questa parte, proliferino nei rotocalchi elettronici e in ogni angolo della rete le serie infinite dei consigli per.

Consigli per ogni cosa. Le 10 cose da sapere su, le 10 regole per, i 15 modi di, leggere, studiare, dimagrire, flirtare, trovare lavoro, pulire la casa, scegliere la password, scegliere il camper usato, viaggiare in Lapponia, etc. etc.

Sembra un buon proposito. Alcuni consigli potranno addirittura sembrare utili.

Eppure, ultimamente, sono comparsi alcuni suggerimenti che fanno riflettere sulla qualità, quantità e utilità dell’informazione. Fanno venire il sospetto che chi li concepisce, li elabora e li pubblica abbia una pessima opinione dei suoi lettori.

Per esempio, in occasione dell’ora legale, le agenzie – e molte testate – suggeriscono di fare riferimento alla saggezza pediatrica e, udite udite, alle sentenze di un luminare:  Meglio “sfruttare il bel tempo per portare i piccoli all’aria aperta – consiglia Farnetani – Fuori, infatti, fanno esercizio fisico, si distraggono, si stancano. Il sole è un elisir per l’umore e la sintesi della vitamina D. E dopo tante corse e movimento il sonno arriva più facilmente”. In caso di brutto tempo si può programmare un pomeriggio in casa con gli amici: il gioco in gruppo avrà lo stesso effetto.

Che stima possono avere dei propri lettori – non coloro che dicono, ma  – coloro che diffondono simili ovvie banalità?

Poca stima dei lettori, della loro esperienza. E grande necessità di farsi largo nella web-selva selvaggia di testate giornalistiche.

Surfando rapidamente sul mare magnum dei Grandi Precetti lapalissiani – distillati per guadagnare qualche clic anche dalle testate più “nobili” e storiche – si approda alla più recente, significativa, indicativa, sintomatica, simbolicamente ricca e semanticamente appropriata verità da divulgare per il benessere, la prosperità, la salute e la felicità del popolo web.

Ovvero: i quattro consigli (questa volta la conta si ferma alla mistica del quattro) per un sesso anale consapevole e corretto.

Va detto che lo scrivente non è un sessuofobo. E che qui non si vuole trattare di sesso, ma ribadire che ormai la gente sia considerata minus habens,  incapace di intendere e di volere secondo la semplice regola di un semplice buon senso.

Un buon senso per lo meno garantito dalla buona pratica, visto che la competenza in oggetto dovrebbe essere antica come il mondo o, se non altro, risalente al V secolo avanti Cristo o giù di lì, come testimoniano preziosi ed eloquenti reperti archeologici.

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Allora propongo un giochino. Attenzione! Non un quiz di intelligenza ma una prova di audace immaginazione.

  1. Fate uno sforzo di fantasia e immaginate di stare per sodomizzare qualcuno o per essere sodomizzati.
  2. Immaginate quattro accorgimenti che adottereste o vi piacerebbe che fossero adottati dal partner in un simile delicato frangente.
  3. Cliccate su questo collegamento e leggete quali sono gli aurei consigli.
  4. Fate il conto di quanti ne avete azzeccati.

Se ne avete centrati o vi siete avvicinati a più della metà, allora potete considerarvi parte di quel 10% di persone intelligenti che non hanno bisogno di consigli inutili.

Nella malaugurata circostanza opposta, sarà il caso, per lo meno, che vi asteniate da pratiche per cui si renda indispensabile un coefficiente intellettivo efficace, naturalmente sodomia inclusa. Potrete a buon diritto considerarvi parte del 90% di stupidi.

L’affettuoso consiglio, in ogni caso, sarà di non stare troppo in rete.

don Rodrigo

Con cui porge i suoi più cordiali saluti il

vs. aff.mo don Rodrigo

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