Miracolo! Imparo giocando (e senza fare fatica…)

Ma gli insegnanti saranno sempre indispensabili?

Sul perchè l’insegnante sia tra gli esseri umani più odiati (qui il link di limonate) già si è argomentato. Ma che sia anche un genere in via di estinzione è un dubbio che assale chiunque si informi sulle novità che circolano in fatto di didattica futuribile.

In un avvenire più o meno prossimo, i professori serviranno ancora? La loro presenza sarà sempre indispensabile come lo è il rapporto umano tra docente e discente? Oppure il docente sarà un semplice prestatore di servizi educativi, come indicano le più moderne tecniche di insegnamento, gli ultimi ritrovati tecnologici e le direttive del governo europeo e delle industrie multinazionalil  con i loro gruppi di ricerca e di pressione culturale?

Perché, stretto tra realtà virtuale e intelligenza artificiale, sembra che lo spazio per la dimensione umana – imperfetta, imprecisa e fallibile – stia per scomparire. Tanto più in tempi in cui sono l’efficacia e l’efficienza che decidono della bontà di una struttura, aziendale o scolastica che sia (la differenza, per la verità, non è più tanto marcata).

futuro-virtuale_wpArriverà un momento in cui l’insegnante sarà soltanto la parte di un pacchetto educativo (public education package). Anzi: è già arrivato. Così annuncia un articolo del Washington Post alla fine dello scorso gennaio: Clifford (il maschio) è l’intelligenza artificiale. Rachael (la femmina) è l’insegnante ancella.

Clifford insegna grazie a un visore in 3d, dotato di sensori che registrano grado di attenzione, dilatazione delle pupille e alterazioni della voce degli alunni. Registra stato emotivo e livello di comprensione e, in base a ciò, prepara le lezioni, le adatta, le somministra e fa da guida nella realtà virtuale, a esempio, dell’antico Egitto. Senza voti, senza esami, senza lo stress che solo un umano con le sue debolezze sa generare. Quindi informa i genitori sul rendimento del loro figlio ogni volta che essi lo chiedono. Lui è il tutor. Sempre disponibile, sempre efficiente, sempre pronto. E consiglia a Rachael cosa fare.

Rachael non tiene più noiose e pesanti lezioni, e non scarabocchia più su una lavagna dell’età della pietra. Non ce n’è bisogno. Lei ascolta e aiuta quando serve, fa quello che Clifford non può fare (per ora): formula domande, aiuta nella realtà materiale. Lei è il coach, l’allenatore, silenziosa e discreta.

Clifford è un software, non ha costi tranne quello iniziale. Rachael è umana. Mangia, beve, consuma. Lei costa, come costano (evidentemente troppo) tutti gli insegnanti.

Tutto questo è stato presentato al Consumer Electronic Show di Las Vegas, lo scorso 9 gennaio.

realta_virtualSembra distante, Las Vegas, ma non lo è. La didattica immersiva, quella con guanti e visore, è già da tempo allo studio degli istituti governativi italiani (come l’Indire) che si occupano di didattica. Naturalmente con giudizi positivi di semplice supporto all’apprendimento.

Negli Usa sono più franchi: pensano che il supporto sarà il docente.

Infatti, in Italia, a Varese per la precisione, docenti e studenti sono entusiasti – almeno così riporta la stampa – di Assassin’s Creed Origins, appendice di un famoso videogioco che permette un video-giro virtuale (ma senza visore integrato) nell’antico Egitto. Tutti dichiarano risultati sorprendenti per l’apprendimento.

Il segreto è la modalità del gioco, ovvero la gamificazione o, alla latina, ludicizzazione (da ludus ludi). Questa è la nuova frontiera della didattica che prevede una nuova figura di insegnante, più simile a un sorvegliante che a un maestro socratico. Un insegnante depotenziato, come tutta la scuola dovrà essere.

ipara_liinguaUna volta imparare costava fatica. Era tanto difficile che la memoria era considerata addirittura una dea, una delle nove Muse. E mandare a memoria le cose era un’arte.

Ora, invece, imparare è facile. Si impara dormendo e si impara giocando. Con il tutor virtuale, intelligente, comprensivo, condiscendente: più umano di un umano. Quasi quasi potrebbe non essere più necessario andare a scuola per imparare.

Per ora, come vuole il più elegante marketing, la promessa è di imparare giocando, senza accorgersene. E, ovviamente, corso base gratuito, corso premium a pagamento secondo la più elementare ma fruttuosa legge dell’engagement.

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Il latino imparato giocando

Sulla piattaforma digitale non c’è spazio per l’insegnante se non in veste di tecnico-sorvegliante. La classe virtuale potrà essere senza confini, e il suo tutor sempre presente e disponibile. Il liceo, poi, ridotto da cinque a quattro anni. Perchè ogni bel gioco dura poco…

Ma chissà cos’avranno voluto dire i romani, che chiamavano il maestro elementare ludi magister

don Rodrigo

Roberto Calogiuri

& Limonate

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