Padre Pio, i bronzi di Riace e il complotto anticlassico

L’aveva detto Sgarbi per l’Expo: portiamo i bronzi di Riace a Milano, per sei mesi. Sono un simbolo universale come l’arte, la misura e la bellezza, non sono neanche fragili, tutto il mondo capirà che Milan l’è un gran Milan.

Ingenuo. Pretendeva che governo, regioni, comuni e provincie trovassero un accordo. (Anche la ‘ndrangheta, ci aggiungeva Sgarbi). Aveva immaginato un extra di 50 milioni di euro per la Calabria: “A fronte di 5 milioni di visitatori previsti all’Expo, che avrebbero pagato un biglietto da 10 euro”.

Invece i bronzi da Reggio Calabria non si muovono, non vanno in tournée. Franceschini ha interpellato una commissione che, dopo un mese di ponderata riflessione, ha decretato: i bronzi sono fragili e non si schiodano dal museo. Punto.

I bronzi di Riace – in effetti – riescono a filarsela dal museo, sì, ma lo fanno soltanto nella fantasia pubblicitaria della regione Calabria, quella che ha fatto infuriare accademici,universitari, politici, confindustria e imprenditoria. Perché?

bronzi_pubblicitàPerché hanno modi da bulli (hanno detto), sono volgari, fanno a pari e dispari per scegliere dove andare in vacanza, ironizzano sul fatto di essere abbronzati (infatti sono di bronzo) e sono nudi (li avesse visti Rohani..!).

Quindi un pezzo importante di radice culturale, storica e artistica del tanto osannato Occidente (di più: quello greco!) si traveste da coppia di gradassi giovanotti palestrati che, col pene ciondolante e le natiche al vento, se la filano alla chetichella. Una bestemmia per l’aristocrazia benpensante della cattedra.

(Guardare qua per farsi un’idea)

Orrore! Sarà caduta la testa dell’art director? Sarà stato scorticato vivo il copywriter? E questo perché qualcuno ha procurato che qualche persona in più conoscesse l’esistenza delle due statue?

Allora devono stare chiusi e protetti in un museo che, nel 2015, ha visto le presenze calare del 16%.

In sostanza: in Italia ci si lamenta che la cultura classica non è più coltivata, che le iscrizioni al liceo classico sono in discesa, che le facoltà di filologia classica sono vuote, che l’identità classica greco-romana sta evaporando e qual è la risposta? Fare in modo che le statue classiche non si muovano come la gente comune, non incontrino la gente comune, non parlino come la gente comune, non si comportino come la gente comune.

Anzi, di più: se arriva un presidente iraniano, si mettono in scatola. Devono restare proprietà privata di una qualche élite cultural-politico-economica.

Dall’altra parte accade l’opposto. Intendo per un’occasione simmetrica all’Esposizione universale di Milano ossia l’expo della chiesa cattolica, il Giubileo della Misericordia, l’esposizione universale della pietà e della compassione.

Qua è stato facile mettere d’accordo ogni ordine della gerarchia ecclesiastica. Perché, si sa, la chiesa con i simboli ci sa fare. Sa quando è il momento e il modo di esporli. Soprattutto non dà fumose e contorte risposte politiche a problemi tecnici. È così che funziona la monarchia assoluta elettiva di tipo patrimoniale

E allora la decisione clamorosa: il corpo di padre Pio oggi è stato traslato a Roma. Ognipio0 rischio è calcolato: adottati servizi di controllo e misure di sicurezza. Il programma del viaggio è stato definito. I tragitti sono segreti. Le spoglie del santo hanno viaggiato in un furgone super attrezzato per annullare le vibrazioni. Doppia scorta di polizia come protezione. Delimitazione di una No Fly Zone per aeromobili civili su San Giovanni Rotondo e Foggia. L’accesso dei fedeli durante le ostensioni sarà controllato dalle forze di polizia e regolato da varchi muniti di metal detector. È ipotizzabile un’assicurazione presso i proverbiali Lloyds di Londra. Non c’è altro.

Ah, sì… Un’altra cosa ci sarebbe: il trasporto è costato euro 100.000.  A carico della regione Puglia, ovvero dei suoi contribuenti.

Ma qui gli esperti dicono che il corpo – o quel che resta – di Pio da Pietrelcina si può trasportare. Avranno fatto i loro bei calcoli: due statue di bronzo no, ma una teca satura di azoto (per evitare la decomposizione) in cui i resti di una salma con una maschera di silicone che riproduce le sembianze del frate è appoggiata su un piano di plexiglas forato e rivestito di tessuto, con sotto due contenitori pieni di gel di silice per regolare l’umidità, quella sì.

Il tour durerà fino al 14 febbraio e toccherà Roma, Pietrelcina, Foggia e infine San Giovanni Rotondo, con una sosta all’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza, il complesso voluto dal cappuccino.

Morale: per i bronzi niente tour. Per la Calabria niente soldi extra. Per i classicisti niente pubblicità. Chi non conosce i bronzi di Riace secondo la liturgia del potere universitario resterà ignorante.

Invece migliaia di cattolici credenti, giustamente, si godranno le spoglie di padre Pio, pregheranno e si commuoveranno. La regione Puglia avrà 100.000 € in meno.

Il che, tradotto in termini di marketing, significa che la chiesa si apre per sanare la crisi delle vocazioni e l’accademia si chiude pensando di sanare la crisi delle iscrizioni.

E tutto resterà immutato per omnia saecula seculorum.

Roberto Calogiuri

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