Renzi e l’epifania dell’abbraccio

Nel parlare di abbracci si può andare dalla spiritualità più aerea alla materialità più greve, ossia – tanto per esempio – dall’abbraccio di Klimt (ma potrebbe essere quello dell’”Inno alla gioia”) all’abbraccio di un pugile che allaccia l’avversario per impedirgli che costui lo riempia di botte.

O, forse, come accadeva per la stretta di mano nel medioevo, aveva il fine di palpeggiare la persona incontrata per saggiare l’eventuale presenza di armi. In questa categoria rientrerebbero gli abbracci di Totò Riina (non de Curtis).rendeluca-e1479832052779-150x150

Ci sono tanti tipi di abbraccio. Di approfondimenti scientifici non ce ne sono, ma sarebbe sperabile che qualche antropologo se ne occupasse. C’è qualche accenno teologico di taglio spirituale, di sapore cattolicheggiante, ma niente di rigoroso. Il web, per lo meno, ne riconosce cinque tipi: incrociato, con carezza, con stretta, di gruppo e a grappolo. Ma la dinamica e la meccanica del movimento non sono sempre chiari.  E neanche il significato, a dire il vero.

snoopy_hugUn orientamento indicativo viene da una notizia della BBC: è dimostrato che l’abbraccio aumenta la presenza di ossitocina (ovvero l’ormone dell’amore)  nell’organismo, abbassa la pressione sanguigna e riduce il rischio di infarto. Questo è un dato scientifico, ma il campione osservato è di sole 38 coppie… Rischia di essere poco significativo. Questa sarebbe la tipologia di abbracci perseguiti ed esibiti da Totò (de Curtis, non Riina).

Invece, molto significativa è la quantità e qualità di abbracci elargita dal premier Matteo Renzi, e anche la percentuale relativa al suo predecessore cav. Berlusconi di cui, nel web, esistono pochi e rari episodi di abbracci (almeno in pubblico).

renzi selfieIn origine non era così. Renzi evitava le situazioni critiche e preferiva quelle euforiche, dove poteva battere i cinque, sgranare arguzie e farsi alcuni selfie, senza drammi e senza lacrime, in allegria e leggerezza.

Ma gli ultimi, tragici casi della cronaca italiana l’hanno costretto a intervenire anche in luoghi e momenti dolorosi dove nessuno vorrebbe vedere un rappresentante del governo. E l’hanno costretto anche a cambiare tono, contenuto e forma. Quindi, via con gli abbracci!

L’abbraccio, è un modo simbolico e metaforico di manifestare una serie di atteggiamenti anche opposti tra loro: di alcuni ho detto, e poi c’è l’abbraccio costrittore del serpente o della Sfinge, l’abbraccio di Giuda (con l’aggiunta del bacio), l’abbraccio avvincente dell’edera…  ma anche l’abbraccio di affetto, amore, solidarietà, fratellanza etc. etc.

Uno degli ultimi abbracci di Renzi è un capolavoro di composizione fotografica o, meglio un capolavoro del suo fotografo personale, e compaesano di Rignano sull’Arno, Tiberio Barchielli: “Renzi abbraccia un terremotato del centro Italia”. ren_abb_mano

Chi conosce la “regola dei terzi”  saprà che, in ogni immagine, ci sono quattro punti e quattro direttrici privilegiate. Nel caso specifico, il volto del premier e la sua mano che, qui, risulta anche esaltata da ragioni di prospettiva. Inutile scavare nel significato emblematico della “pacca” amichevole sulla spalla data da una “super mano”.

E in effetti la mano sulla spalla è anche peggio di un abbraccio: c’è più distanza paternalistica che reciprocità cameratesca.

Il senso è più che evidente. Non solo l’abbraccio, ma in primo piano la mano – simbolo universale di attività, dominio, soccorso – è una GRANDE MANO. D’altro canto, si sa che l’ufficio stampa di Renzi è intraprendente, moderno e sa essere sofisticato: è noto che le dimensioni della mano svelano quelle del pene.

Infatti non si può parlare di casualità. Si osservi “Renzi abbraccia un soccorritore di Andria” in cui la mano del premier è ancora più rassicurante, paterna, protettiva e munita di anello nuziale. Il volto serio e compreso. ren_socc_bamb_treni

Ma la fenomenologia dell’abbraccio non finisce qui. Anzi si complica con il mutare dell’abbracciato. E ogni abbraccio ha la sua semantica, più o meno recondita ma sempre accuratamente ordinata.

Così per Bersani, De Luca, Michelle Obama, Maurizio Mangialardi (sindaco di Senigallia alluvionata), Mario Oliverio (presidente della regione Calabria)…

Ogni abbracciato ha un suo senso. Eccone alcuni.

Un forte abbraccio da Roberto Calogiuri.

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Renzi abbraccia de Luca 1

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Renzi abbraccia un vigile del fuoco dopo il terremoto

Renzi abbraccia Bersani

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Renzi abbraccia Oliverio

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Renzi abbraccia De Luca 2

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Renzi abbraccia Marino

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Renzi abbraccia Pellegrino

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Renzi abbraccia Michelle Obama

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Renzi abbraccia un soccorritore ad Andria

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