Ricky & Marta ovvero la perversione dell’eternità

ReM_mod_buonaAl mondo c’è un’infinità di perversioni.

E nel grande mare dei comportamenti distorti, c’è qualcosa che sta a metà strada tra la grafomania e la mania di protagonismo. Per cui niente può dare gusto o procurare eccitazione come fissare il proprio nome – mediante incisione – su un supporto materiale. E soprattutto immaginare che siano in tanti a vederlo.

È per questo che il supporto non può essere qualcosa di comune, di ordinario, di banale. Dev’essere per forza qualcosa di frequentato, che valga la pena visitare affinchè valga la pena danneggiare. Per lo meno un pezzo di Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Sennò non c’è soddisfazione.

Così hanno fatto Ricky e Marta.

Di Ricky e Marta, oltre ai nomi, non sappiamo nulla. Non sappiamo se se siano amici, fratelli o amanti. Non sappiamo neanche se siano ancora vivi o già morti. Nè possiamo saperlo, tanto imperfetta e insufficiente è la semplice iscrizione del nome…

Sappiamo soltanto che sono passati dalla Puglia e mentre facevano la fila per entrare a castelmonte_buonaCastel del Monte, una delle regge di Federico II, in un momento di noia o di esaltazione narcisistica, uno dei due ha inciso i loro nomi sul lato sinistro della parete ovest, in corrispondenza dell’accesso secondario ora divenuto principale.

Sappiamo solo che riuscirono a portare a termine il loro proposito. Non sappiamo neanche se furono sorpresi e puniti, come accadde a Georgiev Blagoy.

Georigiev Blagoy è un calciatore bulgaro neanche, poi, giovanissimo (anni 34) che gioca nel massimo campionato russo. A Roma è stato sorpreso mentre – con una moneta – incideva le sue iniziali su una colonna del Colosseo.

Georgiev è stato denunciato dai carabinieri per danneggiamento aggravato su edifici di interesse storico e artistico. Ma si sa: che un calciatore sia colto da mania di grandezza entrando in un anfiteatro dove i gladiatori si sfidavano all’ultimo sangue al cospetto della plebe urlante è cosa comprensibile. Addirittura dovrebbe fungere da attenuante.

Ricky e Marta, in confronto, sono due oscure particelle vaganti. Per chi vede quell’incisione, essi sono soltanto due nomi senza faccia, senza storia e senza futuro. E quindi in cerca di cosa?

In cerca della stessa cosa di Georgiev: unire il proprio misero destino di sconosciuti mortali all’immortalità del marmo, della pietra calcarea e della breccia corallina che stanno in quel luogo da otto secoli e, sperano Ricky e Marta, resisteranno altrettanto.

Georgiev è quasi riuscito nell’intento: nel suo curriculum di uomo e calciatore, l’impresa romana è senz’altro quella di maggior spicco.

Ma Ricky e Marta cosa ci hanno guadagnato?

Anch’essi, per un momento, l’illusione di uscire dall’ombra dell’anonimato per entrare nella vasta schiera degli imbecilli che provocano un danno irreparabile e inutile. E non si sa bene neanche perché…

Roberto Calogiuri

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