Se il latino deriva dal sardo…

Non c’è pace per per filologi, puristi e storici della lingua latina. Le cose sembravano (abbastanza) tranquille da Cicerone in poi. Ma non è così.

Si pensava che gli studiosi fossero concordi:  il latino è una lingua indoeuropea parlata fin dal I millennio avanti Cristo. E tutte le altre lingue  della famiglia romanza sono neolatine perchè discendono dal latino parlato: italiano, francese, rumeno, spagnolo, portoghese, ladino, catalano… SARDO.

E invece no: non è il sardo a essere una lingua neolatina, ma il latino a essere una lingua neosarda. Questo dice Bartolomeo Porcheddu in un suo ampio e rivoluzionario saggio al riguardo.

E quindi ampia levata di scudi di molti linguisti conterranei che negano l’ipotesi che sconvolgerebbe la teoria attuale e il sistema di derivazione delle lingue europee.

Ad ogni buon conto, a garanzia della preminenza e della precedenza del sardo sul latino, si è ricorso ad una decisione che è insieme linguistica e rituale: la messa in sardo.

Almeno due i piccioni con la medesima fava: introducendo il sardo nel rito cattolico della  messa gli si conferisce dignità religiosa oltre che popolare.

E poi si risolve la vexata quaestio della messa in latino, animata dal 1970 in poi, da Pio V a Paolo VI: se debba essere officiata in latino o in italiano, secondoil rito tridentino o romano o ambrosiano…

Un modo linguistico per risolvere le controversie liturgiche.

Sempre Vs. aff.mo

Don Rodrigo

don Rodrigo

 

 

 

Articolo pubblicato in Castagnate, Limonate&Lingua ed etichettato con , , , . Contrassegna il permalink.